“C’è secondo voi un modo per aiutare le persone nel loro percorso di leadership personale che sia più efficace dei nostri classici videocorsi e più accessibile della nostra HRD Academy?”.

Due anni fa ho fatto questa domanda al mio team.

Volevo trovare un modo per fare del “coaching personale” che  potesse interessare decine di migliaia di persone, molte di più di quelle che partecipano ai nostri seminari ed eventi dal vivo e che posso raggiungere girando l’Italia.

Avevo pensato a un programma di formazione su Internet. Ma non ero affatto sicuro che si potesse veramente sostituire un programma di coaching personale, fatto cioè da persone e basato sul contatto umano, con una formazione su Internet.

Ma volevo sapere cosa ne pensava il mio team perché so che spesso vedono più avanti di me o almeno diversamente da me quel tanto che basta per avere un confronto che di solito ci permette di elaborare le mie idee “creative” in maniera così concreta e pragmatica da trasformarle spesso in grandissimi successi. E so che indubbiamente, tutto quello che abbiamo fatto in questi anni su Internet è stato possibile anche perché ho la fortuna (e in verità diciamo che mi sono “dato da fare” per essere fortunato!) di lavorare con persone che capiscono molto bene cosa funziona e non funziona sulla rete.

E così, da quella prima riunione (seguita da parecchie altre!) è nata Leadership University.

Leadership University è un programma di formazione sulla leadership personale che si sviluppa in 12 mesi e in cui io seguo i partecipanti mese per mese, con testi da leggere, audio, video e soprattutto esercizi e webinar mensili in cui ci sentiamo dal vivo e io rispondo personalmente alle domande di chi sta frequentando il corso.

La leadership personale è uno dei concetti chiave su cui baso il mio lavoro. Per questo motivo, Leadership University è un programma di formazione che amo. Ci ho messo veramente tutto ciò che potevo dare.

E la parte di coaching in diretta dal vivo è, secondo me, ciò che rende veramente Leadership University non solo un corso online veramente completo (con audio, video, testi ed esercizi), ma anche efficace come un programma di coaching classico (se non di più perchè lo puoi fare e rifare quante volte vuoi).

Ti interessa “toccare con mano” i contenuti di Leadership University?

Nei prossimi giorni ti farò accedere ad alcuni contenuti che si trovano in Leadership University così potrai valutare con i tuoi occhi (e le tue orecchie!) i contenuti e il valore di questo programma di coaching di cui sono veramente orgoglioso.

Una cosa importante: poichè in Leadership University ho voluto inserire delle sessioni in diretta di coaching, le iscrizioni sono sempre aperte solo in certi periodi dell’anno.

Apriremo le iscrizioni la prossima settimana e ti avviserò con un’email.

Quindi occhio alla prossima email su Leadership University perchè conterrà l’accesso ai contenuti che potrai goderti in anteprima.

E se scrivi qui il tuo commento, lo leggerò con molto piacere come sempre.

Dopo tutti questi anni di formazione, sempre a contatto con la gente e con i loro miglioramenti, mi sono accorto che in molti casi non è la pigrizia a bloccare le persone.
Infatti, chi decide di partecipare ai miei seminario è solitamente tutt’altro che pigro.
Tanto per cominciare è senz’altro una persona che vuole mettersi in gioco per migliorare (altrimenti non si sarebbe iscritta!), avverte un problema e vuole risolverlo (altrimenti non si sarebbe iscritta!) e che non ha più intenzione di rimandarne la soluzione (altrimenti non si sarebbe iscritta!!!).
E come tanti altri è gente piena di energia, con ottime potenzialità, ma che, nonostante si dia da fare da mattina a sera, non raggiunge gli obiettivi desiderati.

Se ti riconosci in questa condizione, questo post è scritto proprio per te:)

Quello che mi piace del “tempo” è il suo essere assolutamente democratico e di non fare preferenze alcuna! Infatti indipendentemente dalla condizione economica, sociale o culturale, la giornata è fatta di 24h, per ognuno di noi. E non credo ci sia niente nella vita di più giusto ed egualitario!!!

Perché allora a parità di impegno a volte raggiungiamo i nostri obiettivi e altre volte manchiamo clamorosamente il bersaglio? O perché con lo stesso impegno qualcuno ottiene ciò che vuole e qualcun altro gira in tondo?

Partiamo da questo presupposto: se non possiamo avere più tempo dobbiamo imparare a gestirlo meglio.

Quando durante i seminari affrontiamo l’argomento del Time Management chiedo sempre quale sia la domanda che sorge spontanea aprendo l’agenda con l’intenzione di pianificare gli impegni per la settimana.
La risposta, nella maggior parte dei casi è “cosa devo fare questa settimana?”

Se osserviamo attentamente questa domanda vediamo che si limita alla sfera delle azioni e non considera minimamente obiettivi o scopi. È focalizzata sul fare.
Come se la cosa importante fosse quello che facciamo e non dove ci porterà o cosa produrrà nella nostra vita.
Vi ricordo che essere “affaccendati” non significa affatto ottenere dei risultati! Il mondo è pieno di persone “affaccendate” che non combinano mai un bel niente!!! Non hanno mai tempo, perché sono piene di cose da fare, ma non concretizzano mai nulla!…

E’ invece fondamentale iniziare a pensare in funzione dei risultati: solo così saremo in grado di fare meno e ottenere di più.

Se cominciamo a focalizzare la nostra attenzione sui risultati che vogliamo ottenere e non sulle azioni che dobbiamo compiere otterremo uno scenario completamente diverso.
Cosa succederebbe se la domanda che guida la nostra gestione del tempo da “cosa devo fare?” diventasse “che risultati voglio ottenere questa settimana?”
Spostare il nostro focus sui risultati infatti cambia del tutto gli elementi pratici a cui dedichiamo tempo e attenzioni.
In altre parole, cambia le cose che andiamo a scrivere nella nostra bella agenda. Ovvero, dobbiamo fare in modo che ad essere scritte su quelle pagine vi siano azioni utili a raggiungere i nostri obiettivi, imparando a ragionare in termini di priorità.

È questo uno dei presupposti fondamentali su cui si basa il metodo OSA che insegniamo nei programmi HRD come Tempo di Risultati o come il Programma Fly e che ho voluto inserire nelle prime lezioni del programma della Leadership University come tassello fondamentale per raggiungere una gestione del tempo ottimale.

OSA è l’acronimo di Obiettivo, Scopo e Azione, ovvero i 3 passi per raggiungere ciò che vogliamo veramente (Obiettivo), guidati positivamente dalla giusta motivazione (Scopo) che ci può aiutare a fare ciò che è necessario per raggiungere efficacemente il risultato prefissato (Azione).
Imparando il metodo OSA, le nostre azioni verranno scelte in funzione di ciò che vogliamo ottenere e non di ciò che dobbiamo fare!

Detto così, può forse sembrare macchinoso, ma è un procedimento che appena appreso diventa del tutto naturale, tanto quanto prima era naturale chiedersi “cosa devo fare questa settimana”.
Con il metodo OSA si cambia l’approccio che si utilizza per gestire tempo e impegni e, magicamente, cambiano i risultati.

Il tempo sprecato purtroppo non è una perdita fine a se stessa, spesso si traduce in meno tempo per la nostra vita privata, per i nostri affetti e per le nostre passioni.
Insomma si traduce in una qualità della vita più bassa per noi e per chi ci sta vicino.

Lo scopo è sviluppare una mentalità orientata al risultato. Come farlo? Puoi cominciare con questo semplice esercizio.
Passa in rassegna le cose che hai in agenda e verifica come rispondono a queste domande:
– È in linea con ciò che voglio veramente? Mi aiuta ad avvicinarmi ai miei obiettivi?
– Ha valore per me? Perché lo voglio?
– Cos’è necessario fare per realizzarlo? Posso farlo in altro modo? Posso eventualmente delegarlo a qualcun altro?

Dopodiché ripianifica la tua settimana, focalizzando il più possibile il tuo tempo e le tue energie su ciò che è veramente importante e fa la differenza per te.
Ti sorprenderà vedere come molti impegni, molte cose che “dovevi” fare spariranno dalla tua agenda facendo magicamente spuntare… del tempo!

PS: mancano ancora pochi giorni all’apertura autunnale della Leadership University… State pronti!!


Quando ai miei corsi parliamo di cambiamento sottolineo sempre che il cambiamento non è qualcosa riservato solo a chi vuole metterlo in pratica. La nostra vita infatti è un continuo cambiamento, che lo si voglia o meno!
Cambiamo fisicamente cambiando costantemente ogni singola cellula del nostro corpo e per fare tutto questo non è richiesta la nostra approvazione.
Così come non ci viene chiesto se siamo d’accordo o no dal mondo che, intorno a noi, cambia a velocità della luce.
Che ci piaccia o no, il cambiamento è parte integrante della vita.
La vera differenza per noi avviene quando facciamo in modo che il cambiamento produca un miglioramento, quando lo gestiamo a nostro vantaggio invece di subirlo e lo trasformiamo in un progresso.

Il problema è che spesso cambiare fa paura. Perché in maniera più o meno forte ci allontana da qualcosa che era parte delle nostre abitudini, forzandoci ad accettare una nuova condizione.
L’idea non ci piace e istintivamente respingiamo il concetto di cambiamento. Dopo tutto “siamo fatti così”…
Allo stesso tempo però, siamo spesso insoddisfatti di quello che otteniamo dalla vita e vorremmo migliorare le cose. (continua a leggere…)

Ma come possiamo fare in modo che le cose migliorino, se continuiamo a farle nello stesso modo di sempre?
Bella domanda. Non possiamo.
Infatti le cose cambieranno e noi otterremo sempre lo stesso risultato se affronteremo le nuove situazioni con la vecchia mentalità.

Una cosa che mi è sempre balzata all’occhio nel lavorare in questi anni con decine di migliaia di persone, è che spesso si tende a vedere il cambiamento come una sorta di annullamento della nostra persona per costruirne un’altra con nuove caratteristiche. Come se cambiare volesse per forza dire buttare giù tutta la casa per ricostruirla da zero…
Pensate a frasi che tutti diciamo comunemente, come: “Sei cambiato, non ti riconosco più” oppure “Non cambiare mai!”… Leggendo tra le righe, si può facilmente notare come facciano pensare al cambiamento come a qualcosa di negativo, che ci modifica o sostituisce con qualcosa di sconosciuto e quindi pericoloso.

Niente di più sbagliato.

Cambiare abitudini, idee, punti di vista e quant’altro faccia parte di noi fa sì parte del cambiamento, ma non siamo “noi” a cambiare.
Al contrario, siamo noi che “decidiamo” di cambiare! Una nostra abitudine, una nostra idea, un nostro atteggiamento…
Il cambiamento è una straordinaria occasione di evoluzione, di espansione e di miglioramento di quello che siamo. Se lo guidiamo consapevolmente non facciamo altro che partire dalla nostra condizione presente e migliorare quell’aspetto della nostra personalità o quel nostro modo di fare.

Perciò, come dicevamo, il cambiamento avverrà comunque, non abbiamo certo il dono di fermare il tempo o di cambiare le leggi della natura umana: ciò che possiamo e dobbiamo impegnarci a cambiare sono i risultati, le conseguenze di quello che accadrà comunque e indipendentemente dalla nostra volontà.
Allora, in questo modo la parola “cambiamento” potrà corrispondere a “miglioramento”.
E cambiare non vorrà più dire distruggere il vecchio sé per fare spazio ad uno nuovo, ma espandere il proprio sé così da farlo diventare qualcosa di più grande e diverso, in grado di accogliere sia quello vecchio che quello nuovo!
Non “cambiare noi stessi”, ma, anzi, diventare ancora di più chi noi siamo veramente!

Ecco perché gestirsi al meglio nella fase del cambiamento è una delle cose più importanti: in quel momento decidiamo se guidare la nostra vita verso la direzione che scegliamo o mollare il volante. E ovviamente nel secondo caso, la migliore delle ipotesi è che tutto continui ad essere così come è…

In ognuno dei miei libri, ai miei seminari, nei dvd e ovunque abbia parlato e scritto, la parola “cambiamento” è ricorrente. Forse la più ricorrente.
Probabilmente è per questo che quando, tra le varie definizioni che mi appiccicano, quella di “esperto in strategie di cambiamento” è una delle poche che mi piace!…
Non a caso il mio prossimo libro si intitolerà “Cambiare senza paura” e anche all’interno della Leadership University, lo straordinario programma di formazione e Coaching on-line che mi sta dando enormi soddisfazioni (tra l’altro a brevissimo riapriranno le iscrizioni per la sessione autunnale!), ho selezionato i materiali migliori di questi miei oltre 20 anni di formazione per permettere ai corsisti di operare con gli strumenti più efficaci sul proprio cambiamento.

Quindi ti invito a fare questo semplice lavoro mentale: inizia a sostituire la parola “cambiamento” con “miglioramento” e ogni volta che senti parlare di “cambiamenti” chiediti mentalmente come trasformarli in miglioramenti, in progresso.
Allenati costantemente a gestire il cambiamento invece che subirlo: sei libero di farlo!

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Italian leadership Event: il viaggio del leader

Venerdì 14 ottobre, ore 14.30 ha inizio il viaggio alla scoperta dell’Italian Leadership factor!

Per due giorni il teatro Arcimboldi di Milano si trasforma in una grande macchina narrativa dove più di 1000 persone compiono un viaggio attraverso le storie di leader italiani dello sport, della cultura e del business.

Italian Leadership Event è l’ evento formativo dove le storie contano più dei manuali, perché le storie coinvolgono, appassionano, motivano, aiutano a dare un senso ed un orientamento alla vita, ma soprattutto parlano alle mente e al cuore delle persone.

Cos’è per te la leadership?

È la domanda con cui Roberto Re dà inizio al viaggio lungo il quale ci condurrà come voce narrante, disegnando il percorso che lega le varie storie di leadership ed i loro protagonisti:(clicca qui per continuare) (altro…)

Stasera sono stanchissimo!…

Tra 5 giorni ci sarà l’evento più importante e prestigioso dell’anno, è appena passato un weekend nel quale in teoria mi sarei riposato (e in effetti non ho fatto un gran ché… Ho anche dormito più del solito!…), eppure stasera sono stanchissimo e domani mi aspetta una giornata a dir poco campale!…

Badate bene, “stanco” non significa “scarico”!!!
Avete mai notato che le due cose spesso non vanno insieme? Si può essere stanchi, ma carichissimi, così come riposati, ma scarichi!…

Com’è il maratoneta che ha appena tagliato il traguardo? Stanchissimo, esausto, ma spesso, mentalmente carichissimo e pieno di entusiasmo, di fierezza e orgoglio per l’impresa appena compiuta!… Ecco… Io in questo momento mi sento così, con la differenza però che il traguardo ancora non l’ho tagliato e sono sul rush finale, nel quale ci si potrebbe ancora inciampare e che quindi richiede la massima concentrazione mentale, la massima gestione emozionale e la massima focalizzazione, per assicurarsi di festeggiare sotto lo striscione d’arrivo!

La maratona che sto correndo insieme a tutta la mia squadra, ma soprattutto insieme a Gianluca Lo Stimolo, grandissimo socio e compagno di avventura, è l’organizzazione dell’Italian Leadership Event, che più che una maratona si sta rivelando una corsa campestre, visti i mille inconvenienti occorsi nelle ultime due settimane!!!
Non vi sto a raccontare le svariate vicissitudini che ci hanno davvero messo alla prova in questi ultimi giorni, creando ulteriori situazioni da risolvere in un quadro già abbastanza complicato dalle lungaggini burocratiche che ci avevano costretto a uscire con la comunicazione dell’evento nella seconda metà di luglio, cioè almeno tre mesi dopo la nostra programmazione, obbligandoci a scegliere tra rimandare l’evento o rischiare il tutto per tutto tirandolo su in meno di un mese e mezzo di lavoro effettivo (avendo tra i piedi anche le vacanze estive!)…
E poiché in HRD il motto del grande Steve Jobs, “siate affamati, siate folli”, ce l’abbiamo nel sangue, abbiamo deciso di accettare la sfida, pur sapendo che sarebbe stato davvero arduo riuscire nell’impresa!…
E la stiamo anche vincendo, nonostante la burocrazia, nonostante l’inaffidabilità di certi personaggi (ho tristemente scoperto che più sono famosi più sono inaffidabili!) e nonostante la sfiga!!!
Anzi, invece che farci abbattere, abbiamo tirato fuori ancora più grinta e determinazione trovando soluzioni ancora più belle e prestigiose delle precedenti!
Non posso svelarvi nulla su alcuni importanti ospiti che probabilmente si aggiungeranno “last minute” per rendere ancora più speciale l’evento, tranne uno che renderà ancora più spettacolare e vipparola la serata di venerdì: avrò infatti il piacere di essere affiancato nella conduzione della parte più spettacolare della kermess, che vedrà la consegna degli Italian Leadership Award, dal mitico Red Ronnie, che presenterà insieme a me lo show!
Non male, no?!? 🙂

Insomma, volete sapere davvero perchè sono stanco?!?… Perché anche in questi due giorni di riposo, non ho staccato mentalmente nemmeno un istante! Sono costantemente proiettato su quello che dobbiamo fare, sugli ultimi dettagli, sulle problematiche sorte la settimana scorsa da terminare di risolvere e soprattutto su quanto bello sarà questo evento, a quanta soddisfazione ci darà e a quanto valore darà a coloro che vi parteciperanno!!!
Che ci posso fare?!? Quando una cosa mi prende, io so solo farla così, mettendoci tutto me stesso, corpo, mente, cuore e anima!…
La passione che scorre dentro di me è la forza più grande che ho ed è quella che mi fa sentire vivo e così carico da essere in grado di spostare le montagne!!!…

A volte esagero, lo so…
A volte dovrei prendermela più “easy” e non spingere così…
A volte dovrei essere più ragionevole…
Ma non mi sentirei così come sono, non mi sentirei me stesso!…
Io sono affamato e sono folle!!! E, in tutta sincerità, mi piace essere così!…

E adesso vi saluto, perché domani mi aspetta una giornata tostissima… Il gioco si è fatto duro e noi stiamo giocando come non mai!
Da domenica sera potrò staccare la spina, far calare l’adrenalina, riposarmi, rilassarmi e godermi un meritato riposo… Adesso no!… C’è da tagliare il traguardo…

Buonanotte a tutti. Anche a me.

PS: se volete ancora aggiungervi ai partecipanti, correte su www.leadershipevent.it e prendete al volo uno degli ultimi posti rimasti!!!


Sono le 23 di mercoledì 24 agosto e sto scrivendo dal traghetto che mi sta riportando “in continente”.
Ancora poche ore e le vacanze saranno ufficialmente finite.

Ero partito ripromettendomi di scrivere qualche articolo sul mio blog, ma non l’ho fatto.
Non perché abbia spento il cervello in queste quattro settimane, anche perché, dopotutto, sono sempre stato parzialmente attivo e assolutamente “connesso” (come testimonia la mia costante presenza estiva sulla mia pagina di Facebook!). Ma semplicemente perché in questa vacanza ho davvero “riposato” come non facevo da tempo.
Riposato fisicamente e riposato mentalmente.
E in quell’ottica di riposo, scrivere sul blog mi faceva fatica!… E quindi non l’ho fatto!!!

In realtà, volendo, avrei avuto un sacco di argomenti su cui scrivere:
ad esempio avrei potuto commentare la chiusura della nostra stagione 2010/11, conclusa per l’ennesima volta con numeri record (personalmente ho “visto” più di 22.500 partecipanti ai miei corsi o seminari!);
oppure avrei potuto commentare alcune notizie di attualità che davano spunti davvero interessanti legati a ciò di cui personalmente mi occupo, come la morte di Amy Whinehouse, o i “problemi” esistenziali di Vasco Rossi, o le rivoluzioni in atto in Africa, così come la crisi economica che promette sconquassi planetari;
o magari potevo raccontarvi dei successi degli atleti che ho iniziato ad affiancare nella preparazione delle prossime olimpiadi (e di questo presto vi racconterò!);
così come avrei potuto parlarvi dell’Italian Leadership Event, lo straordinario evento che stiamo organizzando per il 14 e 15 ottobre a Milano (e di questo si-cu-ra-men-te scriverò in questi giorni!);
o magari iniziare a incuriosirvi su quell’altro progetto, quello molto “avanti”, sul quale stiamo lavorando da alcuni mesi e mi sta facendo incontrare un sacco di personaggi importantissimi… Cioè, quel progetto che… No dai, questo per il momento è ancora presto!!!

Si, insomma. Cosa da dire ce n’erano.
Voglia di farlo, non molta!…
E quindi ho preferito stare al sole di giorno e divertirmi spensierato la sera, passando tantissimo tempo con la Roby e Ricky e anche un po’ con me stesso.

Ma da domani si ricomincia.
E tornerò con regolarità a comunicare con voi!

Per il momento però è tutto.
Ufficialmente sono ancora in ferie!

Il tanto atteso appuntamento per il Power Seminar è dal 29 Agosto al 3 Settembre 2011 a Castelvecchio Pascoli (LU):  sei intensissimi giorni con Roberto Re e i suoi ospiti per padroneggiare le aree principali della vita e pianificare il miglior anno di sempre.

Sabato pomeriggio sono stato a un matrimonio. Nulla di strano, direte voi, è abbastanza normale in questo periodo.
Ma se ci sono matrimoni a cui partecipi e non te ne potrebbe fregare di meno, ce ne sono altri invece a cui partecipi davvero, fisicamente ed emotivamente, come se il matrimonio fosse anche un po’ il tuo…
Per me sabato scorso è stato così: sia per il legame di affetto che mi lega agli sposi, sia per il fatto che questa coppia l’ho vista nascere e crescere sotto i miei occhi dal primissimo giorno, anzi, da quando ancora lo sposo era solo un baldanzoso pretendente che veniva a tacchinare spudoratamente (e con notevole assiduità!) la sua futura compagna negli uffici di Hrd!
Infatti il “lui” in questione è lo storico “film-maker” di Hrd, Antonio Gerbino e “lei” è Roberta Cassago, nostra ex Sales Angel e Coach dell’Hrd Academy.
Antonio è per me come un fratellino: a soli 18 anni appena compiuti iniziò ad essere parte del nostro staff come cameraman e posso davvero dire di averlo visto crescere e diventare uomo… La sua simpatia e il suo “fare gruppo” hanno sempre fatto in modo che il “piccolo” fosse ben voluto da tutti noi e con me in particolare credo che si sia instaurato nel tempo un rapporto veramente speciale, di grande complicità e stima reciproca.
E quando mi disse che aveva fatto un pensierino sulla Roby, capì subito che non era la solita storiella da “Pem-Pem Club” (questa, scusate, ma è per pochi intimi!!!…), di quelle che valgono giusto per poter dire di aver piantato la bandierina… Quando un uomo si innamora, inizia a parlare in maniera diversa della sua “conquista”, con più sensibilità e meno bòria. E che la sua storia con Roberta sarebbe diventata quella “seria” era evidente fin da subito!…
Così sabato pomeriggio, il grande passo.
Da parte mia e di Roberta (mia moglie, non la sua!) una grande gioia e, al tempo stesso, un immenso rammarico: per inconvenienti che è inutile spiegare, siamo arrivati insieme a Ricky a cerimonia quasi conclusa (cosa che in realtà non ci capita mai, poiché siamo entrambi tra quelli a cui assistere alla funzione matrimoniale piace!) e dire che questo ci è dispiaciuto è veramente dire poco… Inoltre devo aggiungere che personalmente mi ha notevolmente imbarazzato, visto che gli sposi mi avevano chiesto di dire due parole durante la cerimonia, cosa che ovviamente non è potuta accadere, con relativa modifica in corsa del cerimoniale…
Così per tutta la durata della festa ho fatto fatica a mandar via l’amarezza che sentivo dentro, sia per i problemi che la mia assenza poteva aver creato, ma soprattutto perché ci tenevo davvero a essere attivamente partecipe al loro momento. In più avevo preparato alcune cose carine da dire e alcune righe da leggere tratte da un libro bellissimo che è Conversazioni con Dio, di Neale Donald Walsh.
Ma se non si può tornare indietro e cambiare come sono andate le cose, si può sempre sfruttare ciò che si ha a disposizione per rimediare il meglio possibile!…
Perciò eccovele qua, dedicate a Roberta e Antonio e a tutti coloro che sono impegnati in una relazione (e in particolare alla mia amica Marisa Masullo e al suo Claudio che si sono sposati domenica!):

“La maggior parte delle persone dà inizio a una relazione tenendo d’occhio quello che ne può ricavare, invece di considerare quello che potrebbe essere il suo vero apporto.
Lo scopo di una relazione è di decidere quale parte di voi stessi vi piacerebbe che “venisse allo scoperto” non quale parte di un altro voi potreste catturare e trattenere.
Ci può essere un solo scopo per un rapporto, e per tutto nella vita: essere e decidere Chi Siete Veramente. E’ molto romantico dire che non eravate “niente” fino a quando l’altro individuo speciale non si è fatto avanti, ma non è vero. Ancora peggio, sottopone ad un’incredibile pressione l’altro perchè sia tutto quel genere di cose che lui o lei, non è.
E’ molto romantico dire che l’ingresso nella vostra vita di questo altro individuo speciale vi ha fatto sentire completi. Eppure lo scopo del rapporto non è quello di avere un altro il quale vi possa completare, bensì di avere un altro con il quale condividere la vostra completezza.
Se entrambi vi accordate consapevolmente sulla premessa che lo scopo della vostra relazione è creare un’opportunità, non un obbligo – un’opportunità per crescere, per esprimere se stessi in maniera completa, per elevare le vostre vite alla più alta potenzialità, per eliminare ogni falso pensiero o idea meschina abbiate mai albergato sul vostro conto e per una riunione finale con Dio attraverso la comunione delle vostre anime – se assumete questo solenne impegno invece degli impegni che vi state solitamente assumendo, il rapporto avrà avuto inizio su ottime premesse.
Avrà preso avvio con il piede giusto.
E sarà una felicissima partenza.”

Ormai oltre 2 anni fa, nel corso di una riunione con il mio team, ho fatto questa domanda:
“Secondo voi c’è un modo per aiutare le persone nel loro percorso di leadership personale che sia più efficace dei nostri classici videocorsi e più accessibile economicamente e logisticamente rispetto alla nostra fantastica HRD Academy?”.

Ciò che avevo in mente era un modo per fare del “coaching personale” che  potesse interessare decine di migliaia di persone, molte di più di quelle che partecipano ai nostri seminari ed eventi dal vivo e che posso raggiungere girando l’Italia.

Stavo pensando a Internet.

Ma, l’ho detto tante volte, io non sono uno “smanettone” e spesso uso la tecnologia mio malgrado. E’ di certo uno strumento che da un lato ci permette di fare cose altrimenti impossibili, ma che a volte ci fa anche perdere un sacco di tempo (vedi l’articolo recente che ho scritto sulla gestione del tempo). Soprattutto credo che troppe volte usiamo la “tecnologia per la tecnologia”, così, perchè fa “figo”, senza pensare però se è realmente più utile dei metodi tradizionali (insomma, diciamo che quasi sempre i miei appunti li scrivo con carta e penna e sono molto contento così).

Come dicevo, stavo pensando a Internet, seppur fossi però abbastanza convinto che non si potesse realmente sostituire un programma di coaching personale, fatto cioè da persone e basato sul contatto umano, con qualcosa fruibile su Internet.
Ma volevo sapere cosa ne pensava il mio team perché so che spesso vedono più avanti di me o almeno diversamente da me quel tanto che basta per avere un confronto che di solito ci permette di elaborare le mie idee “creative” in maniera così concreta e pragmatica da trasformarle spesso in grandissimi successi. E so che indubbiamente, tutto quello che abbiamo fatto in questi anni su Internet è stato possibile anche perché ho la fortuna – e in verità diciamo che mi sono “dato da fare” per essere fortunato! – di lavorare con persone che capiscono molto bene cosa funziona e non funziona sulla rete.

E così, da quella riunione (e da un’altra decina credo!) è nato il progetto Leadership University, un percorso di formazione e coaching sulla leadership personale che si sviluppa in 12 mesi e in cui io seguo i partecipanti mese per mese, con testi da leggere, audio, video e soprattutto esercizi e webinar mensili in cui ci sentiamo dal vivo e io rispondo personalmente alle domande di chi sta frequentando il corso.

Leadership University è attivo ormai da 18 mesi e ha 759 iscritti eccezionali che in questi mesi non solo hanno partecipato, ma mi hanno anche dato consigli e idee per migliorare questo programma di formazione e coaching online.
Diciamo quindi che questo primo anno e mezzo ci è servito come “messa a punto” e proprio per questo abbiamo preferito non pubblicizzare questo fantastico programma troppo apertamente.
Ma ora credo sia pronto e strutturato a puntino e quindi questa è la prima email ufficiale che scrivo su Leadership University!

E ho pensato che i modo migliore per presentare questo programma – di cui sono particolarmente fiero perché è diventato proprio quello che in origine avevo in mente – sia fartelo “toccare con mano”.

Come?

Nei prossimi giorni ti farò accedere a materiale che si trova in Leadership University così potrai valutare con i tuoi occhi (e le tue orecchie!) i contenuti e il valore di questo programma di coaching. Perché io potrei parlartene fino a domani, ma vedere con i propri occhi vale più di cento racconti!

Un’ultima cosa importante: se vuoi iscriverti oggi a Leadership University non puoi ancora farlo. Una delle ultime novità rispetto ai mesi scorsi è che abbiamo strutturato il programma a “sessioni” tri/quadrimestrali e quindi le iscrizioni vengono aperte solo in certi periodi dell’anno.
Questo perché, in questi mesi di sperimentazione, abbiamo verificato essere il miglior modo per offrire ai partecipanti un rapporto 1-a-1 con me, che é un elemento fondamentale, a nostro modo di vedere, per assicurare il massimo dei risultati a chi partecipa a Leadership University.

Quindi occhio alle email dei prossimi giorni con il titolo “Leadership University” e goditi i materiali che ti invierò in anteprima.
Sarò veramente curioso di avere i tuoi feedback a riguardo!
A prestissimo… 😉

Lo so che può apparire poco “politico” e molto arrogante quello che sto per dire, ma è la pura verità: non stimo quasi nessuno nel mondo della formazione italiana e quei pochi, sono così pochi che si possono contare sulle dita di una mano.
Dei restanti, alcuni li stimo professionalmente, ma non personalmente, alcuni altri personalmente, ma non professionalmente e la maggior parte né l’uno, né l’altro…
In quell’ambiente trovo così tanta incongruenza, così tanta improvvisazione e così tante maschere da “super trainer” che cercano di nascondere ominicchi di scarso valore, che ho sinceramente difficoltà a trovare qualcuno che davvero mi piaccia e col quale collaborerei volentieri.

Per questo preferisco spesso “fare da solo” piuttosto che rischiare di essere confuso con persone con le quali non mi sento in sintonia e così mi trovo di frequente a prendere posizioni impopolari, rifiutando proposte di collaborazione didattica o commerciale, passando magari anche per quello che se la tira o che vuole fare il “fenomeno”…
Credo però che questo garantisca ai miei clienti e ai miei collaboratori il fatto che se porto qualcuno sul palco di un mio corso, o se promuovo un prodotto, o se scrivo la prefazione di un libro o dò una testimonianza positiva su chicchessia, lo faccio solo se io stesso credo in quel prodotto in quella persona!…

Tra i pochi che stimo e di cui parlo volentieri nel mondo della formazione italiana, c’è una persona che in realtà non fa il formatore di professione, ma che è invece un manager di altissimo livello in un gruppo di grandissimo successo. In poche parole è uno che ottiene risultati concreti nella sua vita ed è un esempio di ciò di cui parla quando, per passione, nei suoi ritagli di tempo, tiene seminari e speech in giro per l’Italia. Una perla rara in questo mondo dove un sacco di gente insegna ad avere “successo” ma poi vive una vita che è davvero ben distante da quello che predica! (Un fantastico esempio sono tutti questi nuovi esperti di “ricchezza” e “benessere finanziario” che spopolano sul web, ultimo trend di moda nella formazione italiana, ma che poi non hanno nemmeno i soldi per pagare l’affitto a fine mese o per comprarsi un paio di scarpe nuove!!!)

La persona di cui vi sto parlando è Sebastano Zanolli, di professione amministratore delegato di una delle aziende del gruppo Diesel, ma come attività collaterale autore e formatore. Di Sebastiano mi piace molto la sensibilità, l’acutezza e la profondità di pensiero, unite però al pragmatismo tipico di chi si trova ogni giorno a vivere una realtà così pressante, concreta e competitiva come la sua.

Il suo blog è uno di quelli che amo leggere con regolarità, perché non è mai banale ed è sempre fonte di riflessioni e di ispirazione.

Recentemente ho letto il suo ultimo libro “Dovresti tornare a guidare il camion, Elvis”, che parla del talento.
Mi è piaciuto e ve lo consiglio molto volentieri!

Anche se a onor del vero devo dire che il mio libro preferito di Sebastiano rimane “Io, società a responsabilità illimitata” (e dall’originalità dei suoi titoli puoi già facilmente capire che tipo di personaggio particolare sia!…), la sua nuova opera è una lettura che scorre davvero fluida e dà moltissimi stimoli e spunti interessanti, soprattutto a coloro che in questi momenti ne stanno cercando.

Ed è soprattutto scritta da una persona che sa di cosa parla!…

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