Sono davvero felice di vedere come Roberta Giarrusso – attrice, ex modella e partecipante a Miss Italia – in queste settimane sia tornata protagonista sugli schermi televisivi, in un format divertente e dinamico come quello dell’adventure-game di RaiDue “Pechino-Express”.

Roberta è un’amica personale mia e di tutta HRD, avendo frequentato la nostra Academy da allieva in un particolare momento della vita, quando – profondamente insoddisfatta del suo percorso professionale – aveva messo in discussione tutto, compreso il lavoro di attrice di fiction (in Carabinieri, Don Matteo, Il commissario Manara, Squadra Antimafia e tante altre).

La sua è una storia incredibile, fatta di alti e bassi, di risultati e delusioni: ma dopo aver partecipato con grande passione ed entusiasmo ai nostri corsi dell’HRD Academy (Leadership Seminar, Eagles e Power Seminar), Roberta ha ritrovato il sorriso, si è rimessa in gioco e ha ripreso contatto con la sua reale identità.

Lei stessa, in un’intervista, ha raccontato del periodo in cui non riusciva più a gestire l’emotività di fronte a un pubblico: una cosa molto grave per un’attrice. Perde autostima, iniziano gli attacchi di panico sul set, si fa strada la paura di crollare durante un provino…

“Vivevo male, ho fatto fatica ad andare avanti. Mi sentivo frustata, non riuscivo più a essere me stessa, sono arrivata a pensare che forse la recitazione non faceva per me. Quando stavo per mollare tutto, mi sono rivolta a un mental coach: Roberto Re. Insieme a lui – e al suo splendido team in HRD – ho lavorato per tirare fuori quella grinta che avevo dimenticato. In quattro mesi sono tornata a essere serena, determinata. Pronta per riconquistare la giusta carica e partecipare a Tale e Quale Show..!!”

 

Ecco l’intervista rilasciata ad “HRD Magazine”:

Da allora la Giarrusso ha recuperato il timone e la rotta verso i suoi obiettivi, non solo sul fronte lavorativo (televisione, cinema), ma anche nella sua vita familiare, grazie al fidanzamento con l’imprenditore Riccardo Di Pasquale. Una felice storia d’amore che, nel luglio 2017, le ha regalato la grandissima gioia di diventare mamma della piccola Giulia.

E in attesa del futuro matrimonio, Roberta e il suo compagno si sono concessi questa parentesi televisiva, partecipando alla settima edizione di Pechino-Express, che si svolge in Africa: ogni giovedì, in prima serata, “I Promessi Sposi” si cimenteranno in questo viaggio avventuroso on the road, con un percorso partito dal Marocco, che attraversa la Tanzania e si concluderà nella Repubblica Sudafricana.

Per i molti che non conoscono la sua storia, ecco qui sotto il video-racconto che lei stessa ci ha fatto di fronte alla telecamera in occasione della cena natalizia di HRD. Una testimonianza molto intensa e a tratti commovente, nella quale Roberta ci spiega come ha fatto a riprendere in mano la sua vita, grazie al lavoro fatto come allieva durante la nostra Academy.

Buona visione e un abbraccio fortissimo alla NOSTRA Roberta..!!

 

Durante i miei corsi e nella vita professionale di tutti i giorni, molte persone con cui parlo sono curiose di conoscere la mia storia: da dove ho iniziato, cosa mi ha spinto a fare quello che faccio, quali persone e quale mission ho avuto come riferimenti, quali sono state le prime difficoltà incontrate e quali i risultati ottenuti. Ne ho scritto a tratti nei miei libri, specialmente in “Leader di te stesso“, così come ne racconto alcune parti proprio durante i corsi.

Le storie di chi si è “fatto da solo” partendo da zero sono spesso vicende motivanti: ci aiutano a capire come allargare i nostri orizzonti prendendo spunto da chi prima di noi ha messo in campo energie, conoscenze, pianificazione. E soprattutto ha sviluppato nel tempo la capacità di immaginare il proprio successo.

A ognuno capita di attingere alla propria storia personale, talvolta per non ripetere gli stessi errori, altre volte per gratificarsi rispetto a tutti i traguardi superati. Quando Jasmine Laurenti, Voice Artist e speaker motivazionale, mi ha intervistato per il suo interessante “J Talk Show“, ho ripercorso insieme a lei le tappe fondamentali della mia crescita personale: le prime attività svolte, i primi mentori conosciuti, l’incontro decisivo con Anthony Robbins, l’importanza della felicità in ogni momento, il saper guidare con esempio e giudicare dai risultati.

Insomma, ci sono tutti gli elementi per gustarsi questa piacevole intervista. Dura una ventina di minuti, mettiti comodo, sarà divertente (parlo anche di una gaffe clamorosa che quasi non ricordavo più…), ne vale davvero la pena!

Oltre a condividerla sui tuoi profili social, dedica un altro minuto a lasciare un tuo commento qui sotto: sarà mia cura risponderti e magari condividere io stesso la “tua” speciale storia di… inizio carriera!

 

Mentre la Serie A si avvia a riconquistare la sua leadership di “campionato più seguito al mondo”, analizziamo l’impatto mentale del primo mese di Cristiano Ronaldo nel calcio italiano. Più ancora, facciamo insieme un breve viaggio dietro le quinte della sua mente, attraverso i vari livelli di pensiero, così come concepiti e teorizzati da Robert Dilts, padre della Programmazione Neuro Linguistica.

Nell’identità attuale di CR7 – costruita pezzo dopo pezzo nel corso della sua carriera in Inghilterra e in Spagna – c’è un misto di talento eccezionale e dedizione al lavoro che lo rendono un protagonista assoluto. E contemporaneamente, un esempio per compagni di squadra, avversari e giovani calciatori in cerca di un modello vincente. Nella prima gara contro il Chievo, tutta la squadra bianconera non ha mollato fino all’ultimo secondo (la vittoria è arrivata solo a un minuto dalla fine), seguendo in qualche modo la scia vincente generata dalla mentalità del campione portoghese.

Prima di risalire verso i contorni della sua identità mentale (cosa pensa di essere, come si percepisce) dobbiamo necessariamente iniziare dal gradino più basso: l’Ambiente con la A maiuscola e l’influenza che ha avuto su di lui durante i primi anni di vita. Il contesto in cui è cresciuto, come uomo e come calciatore, lo hanno di certo spinto verso una riscossa sociale. Dall’autobiografia scritta da Dolores Aveiro, madre di Cristiano, emerge un terreno d’infanzia estremamente povero. La donna racconta di aver addirittura pensato di abortire aspettando il quarto figlio, un’altra bocca da sfamare… Per fortuna poi Cristiano è nato ed è diventato chi sappiamo!

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Una famiglia numerosa, dunque, che lo ha protetto e coccolato fino all’età di dodici anni, quando il ragazzo decide di andarsene di casa per trasferirsi a Lisbona e giocare nelle giovanili dello Sporting. Nel corso degli anni, per ricreare quel contesto che risolve i suoi bisogni di sicurezza, CR7 ha ridisegnato intorno a sé una famiglia altrettanto numerosa. Nel 2010 annuncia la nascita del suo primogenito, decidendo di non rivelare il nome della madre e di assumere la custodia esclusiva del bambino. Nel giugno 2017 diventa padre di due gemelli, un maschio e una femmina, nati da madre surrogata, mentre il 12 novembre 2017 nasce l’ultima figlia, Alana Martina, avuta da Georgina Rodriguez, sua compagna dal 2016.

Quando si parla di Ambiente e Identità, anche il battesimo ha una sua importanza. Il nome Cristiano è dovuto alla fede cristiana della madre, mentre il secondo nome, Ronaldo, fu scelto in onore di Ronald Reagan, attore preferito del padre (José Dinis Aveiro, morto nel 2005 in seguito a problemi di alcolismo) e presidente degli Stati Uniti a quell’epoca.

Sempre per tornare a Dilts, nel consolidare la propria identità si attraversa un processo – spesso inconsapevole – dove si risponde ad alcune domande. Nel passaggio da adolescente a uomo, Cristiano ha dovuto chiedersi “Chi sono adesso? Cosa mi piace di ciò che sono adesso? E cosa invece non mi piace di ciò che sono?”. Per poi passare al successivo “Chi non voglio diventare? Chi voglio invece diventare?”.

 

Il lavoro di Ronaldo per rinforzare l’identità

Visto il terreno di partenza (povertà, visione ristretta, alcolismo del padre) è probabile che il ragazzo, per rinforzare una propria identità, abbia scelto di lavorare mentalmente (e non solo) su alcuni aspetti. Vediamone alcuni.

  • Cristiano si è focalizzato su modelli appartenenti al mondo del calcio. I più ispiranti per lui pare siano stati l’irlandese George Best, il francese Eric Cantona e l’inglese David Beckham. Tre campioni ispirati dal genio creativo, dall’uscire fuori dalla zona di comfort e dal senso estetico dello sport. Seguendo le gesta dei tre, Cristiano ha introiettato alcuni valori come la leadership (tutti e tre sono stati celebrati in campo e venerati da milioni di tifosi a diverse latitudini) e la capacità di sorprendere e stupire, sia gli avversari che il pubblico.
  • Nel passaggio al Manchester United, sotto le grinfie di Sir Alex Ferguson, Ronaldo ha maturato il suo proposito più ambizioso, la sua mission da professionista: voler diventare il miglior calciatore del mondo. Il valore legato alla leadership si rafforza proprio grazie a Ferguson, che ne intuisce le incredibili potenzialità mentali, facendogli rivedere senza sosta decine di videocassette della Juventus di Capello, per imparare cosa significhi “avere sempre fame di vittorie”.
  • Prima di chiudere il cerchio con l’approdo alla Juventus di Massimiliano Allegri, CR7 passa per alcune stagioni al Real Madrid – la scuola di leadership calcistica fra le migliori al mondo – arricchendo così il suo bagaglio tecnico, atletico e mentale. Grazie alla filosofia del lavoro duro e degli allenamenti martellanti, Ronaldo acquisisce doti atletiche fuori dal normale, una fisicità che accompagna e facilita qualunque gesto tecnico. Ricordate i suoi famosi gol in rovesciata?
  • Ma il suo vero talento, affinato alla scuola Real dei galácticos, diventerà quello che gli allenatori di mezzo mondo chiamano “l’istinto mentale del killer”: ovvero quella rapidità intuitiva, quel tempismo di pensiero che scardina le difese e gli fa segnare valanghe di reti. Non si vincono 5 Champions League (1 con Manchester UTD e 4 col Real Madrid), 5 campionati (3 in Premier e 2 in Spagna) e 5 Palloni d’oro se non hai l’istinto mentale del killer.

 

L’impatto di CR7 con l’Italia

E poi nel 2018, in un giorno qualsiasi di luglio, ecco i media annunciare impazziti la conclusione dell’accordo con la Juve di Agnelli, il suo passaggio ufficiale alla corte bianconera. Qui in chiave mental coaching è interessante osservare l’impatto mediatico, in attesa di registrare quello calcistico con il procedere del campionato.

Lo stile della società juventina lo conosciamo: sobrio, minimale, senza fuochi d’artificio o entusiasmi fuori posto. È pur vero che, facendo un’eccezione alla regola, l’intera città di Torino, solitamente fredda nelle manifestazioni pubbliche di gioia, questa volta ha rotto i confini dell’understatement celebrando la notizia di CR7 con timide esultanze (e frenetici acquisti di magliette bianconere con il numero 7).

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I media da parte loro si sono tuffati a pesce in questa atmosfera che ha rilanciato il campionato di Serie A, specialmente in un’estate rimasta orfana della Nazionale azzurra dopo l’esclusione dai Mondiali di calcio. Via libera dunque a una valanga di curiosità su passato-presente-futuro di CR7, l’uomo-azienda che di colpo fa esplodere il marketing e fa vendere ai giornali migliaia di copie in più.

Se sei un giovane calciatore, e vuoi prendere spunto dal modello-Ronaldo, può essere interessante focalizzarsi su alcuni punti di forza (fisici e mentali). Il Cristiano Ronaldo che abbiamo conosciuto in queste prime settimane di allenamenti juventini porta con sé:

  1. Una determinazione fuori dalla norma, che si trasforma in Ambizione con la A maiuscola. Cristiano ha sviluppato numerose credenze positive su se stesso, sa dove può arrivare ed è sostenuto dai riferimenti concreti (risultati) che hanno costellato finora la sua carriera.
  2. Costanza maniacale soprattutto nell’alimentazione (proteine, pochi grassi, pochi sfizi legati alla cucina portoghese). Ronaldo fa 6 piccoli pasti al giorno, uno a distanza di 3-4 ore dall’altro per mantenere il metabolismo sempre attivo nonché conservare energia sufficiente a ogni allenamento. A essere banditi dalla tavola sono invece i cibi ricchi di zucchero, mentre l’acqua bevuta a litri gli permette di mantenersi sempre idratato. Alcol manco a parlarne (solo qualche calice di vino rosso in occasioni speciali), così come i cibi preconfezionati.
  3. Stacanovismo negli allenamenti (è sempre il primo ad arrivare, l’ultimo ad andare via). L’esercizio fisico, 5 giorni su 7, prevede anche la palestra tra pesi e cardio: quanto basta per fissare al 7% la massa grassa (decisamente inferiore a quella dei colleghi) accanto all’invidiabile 50% di muscoli. Da qualche tempo il portoghese segue i consigli dell’ex velocista olimpionica Samantha Clayton: nient’altro che corsa extra, accompagnata da sessioni di pilates e lunghe nuotate in piscina. All’elenco si aggiungono sedute di crioterapia (immersione in vasche di acqua ghiacciata) e il rispetto maniacale per il riposo (8 ore di sonno).
  4. Gestione efficace della comunicazione. CR7 non è uomo di polemiche o parole di troppo. Potremmo dire l’opposto di Ibrahimović. Ronaldo parla nelle interviste ufficiali, negli eventi di marketing e sui social media, che lo vedono “campione del mondo di follower totali. Tra Instagram, Facebook e Twitter Ronaldo conta 330 milioni di persone (!) che seguono i suoi aggiornamenti. Una cifra che (piove sul bagnato) porta al giocatore bei soldi: ogni suo post social vale circa 500mila euro!

Come scrive la rivista Wired:

“La Juve non ha comprato solo il miglior giocatore al mondo, ha comprato un brand, che le farà guadagnare milioni di euro, porterà il suo merchandise in tutto il mondo, aumenterà la riconoscibilità della squadra e ne innalzerà il valore, portando i ricavi commerciali a competere con le squadre di Premier League e Liga, che incassano molto di più delle squadre italiane”.

 

I valori come bussola per Cristiano Ronaldo

Eravamo partiti parlando di valori. Noi pensiamo che un campione sportivo del terzo millennio, per restare ai vertici, non possa più solamente basarsi sull’eccellenza tecnica (Maradona e Messi). Cristiano Ronaldo è destinato a diventare sempre più il numero uno in questo sport non solo perché ha edificato un’azienda miliardaria intorno a se stesso. Ciò che lo aiuterà a durare nel tempo è la forza della sua mente, le sue credenze, i valori che sono per lui un solido riferimento.

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Cristiano fuori dal campo partecipa a progetti di solidarietà e fa beneficenza, ma non ne parla, anche quando si tratta di aiutare i bambini di Gaza. Ronaldo ha bisogno intorno a sé di una famiglia che gli ricorda da dove viene e non gli fa mancare il suo affetto, indipendentemente dai luoghi dove lui farà il calciatore. CR7 celebra il suo corpo perché sa che solo attraverso quel mezzo fisico può arrivare continuamente al successo: la scelta di non tatuarsi perché incompatibile con il suo essere donatore di sangue ne è un esempio emblematico.

Arthur Rubinstein, pianista polacco di fama internazionale vissuto fino al 1982, un giorno ha detto: “Non dirmi quanto talento possiedi, dimmi quanto lavori sodo”. Cristiano Ronaldo sarebbe nato solo tre anni dopo la morte del musicista. Ma ha fatto in tempo a sentire l’eco di questa frase. E a farla diventare una credenza potenziante della sua vita da campione.

Roberto Re

Chi è un vero “professionista? E se potessimo diventare dei “professionisti della vita”, applicando quelle stesse caratteristiche per generare una qualità di vita estremamente superiore alla media?!?

Scoprilo con Roberto Re in questa entusiasmante Golden Talks!

 

 

Non posso che ringraziare Frank Merenda per questo post che vi invito a leggere attentamente.

Non è scritto all’amico o dal collega, ma da qualcuno che non ha difficoltà a dire come stanno le cose, consapevole che non solo non andrà a discapito del suo valore, ma, anzi, ne dimostrerà ancora di più la grandezza!… Eh sì, perché l’obiettività e la riconoscenza sono doti di pochi e proprio per questo balzano agli occhi così evidenti!…

Poi invece ci sono i piccoli uomini e le piccole donne… Tra loro quelli che invidiano, che denigrano, che criticano senza nemmeno sapere di cosa parlano oppure, il peggio del peggio per quel che personalmente mi riguarda, quelli che, dopo aver lavorato per anni con me e aver imparato tutto dal sottoscritto, non solo non lo riconoscono, ma lo omettono pure dal loro curriculum!… E infatti, alla fine, i risultati che producono non sono altro che il riflesso dello scarso valore che hanno come persone, ancor prima che come professionisti…

Grazie Frank per questo attestato di stima e per aver ricordato a chi ha la memoria corta come stanno veramente le cose! 🙏🙏🙏

PS: consiglio anche la lettura tra i commenti del suo post (anche quello, giusto per ricordare come stanno le cose!).

 

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[Tratto dal profilo Facebook di Frank Merenda]

 

Quando in Italia si parla di formazione, c’è un unico mito incontrastato che si è inventato interamente un settore e se lo è caricato sulle spalle per due decenni e mezzo.

Parliamo di una leggenda che ha fatto quello che in Europa non è stato in grado di fare nessuno, diventando poi da ispirazione per tutti coloro che sono venuti dopo di lui. Piccoli e grandi formatori, giganti come Alfio Bardolla e non da ultimo ha mostrato e illuminato la strada anche a me.

Non a caso, è stato nel 2012 il primo ospite eccellente del corso originale Venditore Vincente, con un intervento straordinario.

È l’unica persona che conosco che abbia applicato realmente le dinamiche di crescita personale e le meccaniche della PNL al mondo reale, alla sua vita personale e al suo business.

Tutto il resto sono sue imitazioni più o meno pallide o blande ripetizioni di nozioni apprese sui libri ma mai trasformate in risultati.

Se vuoi cambiare in meglio la tua vita, raggiungere con più facilità i tuoi obiettivi e accorciare il tempo che separa i tuoi sogni dai tuoi risultati, ora hai una possibilità straordinaria di fare tuo il primo “corso in scatola” di PNL di Roberto Re, che puoi seguire con i tuoi modi e i tuoi tempi comodamente da casa tua.

Se sei interessato alle dinamiche e ai segreti della crescita personale, PNL REvolution è il corso che devi fare tuo, creato interamente dall’unico insegnante in grado di coniugare nella vita reale la teoria, alle tecniche, alle strategie, alla pratica e infine ai risultati.

Frank Merenda

PS: come puoi verificare, nel caso te lo stessi chiedendo, non è un link affiliato e non guadagno mezzo centesimo dal consigliarti questo corso, che tu lo faccia tuo o meno. Ma lo faccio solo e in via del tutto eccezionale per un professionista oltre lo straordinario che ha creato qualcosa di unico, certo che possa cambiare la tua vita in meglio.

[ecco il link al post originale]

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Come se non bastasse, all’interno dei commenti Frank Merenda ha aggiunto anche questa testimonianza.
Di cui lo ringrazio di cuore!

[Tratto dai commenti del profilo Facebook di Frank Merenda]

C’è una cosa che vi sfugge e che temo non siate in grado di vedere.

In Europa non esiste nessun Frank Merenda come nessun Alfio. Sapete perché?

Perché non esiste negli altri Paesi un Roberto Re che ha aperto la strada e ha mostrato la via.

Se Alfio non fosse stato uno studente di Roberto, non avrebbe probabilmente mai creduto che fosse possibile mettere centinaia se non migliaia di persone paganti in un palazzetto per ascoltare lezioni sulla libertà finanziaria.

Se non ci fosse stato Roberto e Leader di Te stesso, io seppur magari molto più capace di tutti gli altri nel mio settore, avrei continuato a fare come tutti quelli del mio settore, cioè consulenze aziendali a pagamento.

Senza nessuno che immagina la strada prima di te, è dura. Anche se sei potenzialmente molto bravo.

In Europa la formazione fa schifo ed è a bassi livelli -mentre in Italia no- perché fuori da qui non esiste un Roberto che si è fatto il culo quando non c’era nessuno davanti a lui a mostrare la via come davvero praticabile qui..

Altra cosa, oggi vedete una marea di persone, brave e meno brave, fare libri, andare in tour ecc…

Sapete perché ci vanno?

Perché sono anni che li martello su queste cose didatticamente e perché pensano che il mio successo derivi da lì. Alcuni capiscono perché studiano e fanno le cose fatte bene. Altri non capiscono ma copiano comunque.

Sapete chi ha inventato lo scrivere libri di formazione e i tour davvero in Italia? Roberto.

Tutto quello che io o Alfio abbiamo fatto, Roberto lo ha fatto vent’anni prima di noi e meglio, per più tempo e con più intensità.

Tornando a Tony Robbins, al quale sicuramente e non lo ha mai nascosto Roberto ha un debito di riconoscenza (come io l’ho con i miei insegnanti), è facile creare hype da americano e venire a fare un paio di tappe qui.

Infatti con tutto il rispetto per chi ha organizzato con professionalità i suoi eventi, Robbins c’è venuto un paio di volte in Italia, poi ha capito l’aria che tirava e come Harv Eker e altri prima di loro sono tornati all’ovile.

Avere successo per 25 anni di fila, ce l’ha fatta solo Roberto. Solo lui.

E chiunque faccia formazione al pubblico con quel format, che lo ami o lo odi per motivi stupidi, ha un debito di riconoscenza con lui. Non con Robbins, non con me, non con altri.

Quindi state attenti quando parlate di Roberto perché mi fate saltare le madonne sul serio.

Frank Merenda

[ecco il link al post originale]

 

Nel mondo di oggi in continuo cambiamento, uno dei segreti del successo è essere in grado di vedersi “diversi”, di ampliare la propria identità rifuggendo il “sono fatto così”!

Imparalo con Roberto in questo nuovo “GOLDEN TALK”!

 

Quali sono le chiavi del successo di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti? E soprattutto come puoi applicarle anche tu nel tuo Business?

Scoprilo con Roberto Re in questa entusiasmante Golden Talks!

Oggi chiunque abbia una posizione di leadership, al lavoro come in famiglia, non può più permettersi le modalità di comunicazione o di comportamento che erano tipiche delle generazioni precedenti…

Una Golden Talks da guardare, assimilare e condividere!

 

Termina oggi quello che, senza dubbio, è stato per me l’anno più impegnativo della mia vita.

Spesso le persone credono che, poiché sono “Roberto Re”, la vita mi sorrida sempre e io non abbia mai problemi o momenti di difficoltà, non conosca l’insicurezza, la sofferenza o la paura, forte come sono della mia instancabile motivazione, del mio smagliante sorriso e del mio pollice in su!

E credo che dopotutto a molti piaccia (e serva) pensarmi così, in modo che io continui a rappresentare per loro un icona di positività a cui ispirarsi… Ma ovviamente così facendo dimenticano stupidamente che sono una persona e non un “personaggio”! (come ben sanno invece tutti coloro che mi hanno conosciuto dal vivo alla mia Academy dove conoscermi e sapere chi sono diventa estremamente facile…).

Certo, negli anni ho imparato a mettere da parte gli stati d’animo negativi e a essere sempre e comunque al mio meglio durante i miei seminari, anche perché l’enorme senso di responsabilità che provo ogni volta che ho davanti a me persone che mi hanno dato fiducia e il desiderio che ho di ripagarle con gli interessi, fa sì che riesca a staccare completamente da qualsiasi cosa possa in quel momento essere fonte di disturbo nella mia vita e focalizzarmi ancora di più sull’essere al 100% nel momento presente, così da dare tutto ciò che posso per aiutarli a generare i risultati che stanno cercando…

E in effetti devo dire che quest’anno la qualità del mio lavoro, dal primo all’ultimo corso effettuato, è stata, senza falsa modestia, a dir poco straordinaria!…

Anche perché, proprio per le situazioni difficili che stavo vivendo, la verità è che il primo che aveva bisogno di quei momenti di riflessione ero io! Per cui mi è spesso successo in questi mesi, ancora più di quanto mi accada di solito, di essere io il primo allievo di ciò che stavo insegnando, ricordando in primis a me stesso, mentre lo spiegavo ad altri, tutto ciò che sapevo importante fare per gestire al meglio quelle situazioni difficili e trovando così in ogni persona con cui interagivo attivamente durante i seminari, uno specchio che mi aiutava sempre più a lavorare su di me, generando così un mio stesso coinvolgimento e partecipazione al processo in atto assolutamente totale.

Insomma è stato un anno impegnativo, con sfide emotive importanti da affrontare, con decisioni dolorose da prendere, con difficoltà di rapporto con persone che ho amato e che sempre amerò…

Un anno in cui ho conosciuto parti di me che mi erano sconosciute, dove ho vissuto, forse per la prima volta in vita mia, la solitudine vera e l’incertezza riguardo a un futuro assolutamente ignoto e imprevedibile, dove ho provato la profonda frustrazione di dover accettare situazioni che non avrei voluto vivere e quell’odiosa sensazione di impotenza che si ha quando sai che per quanto lo vorresti, non hai il potere di cambiare le cose, perché possiamo solo controllare noi stessi, ma non di certo le persone con cui ci rapportiamo…

Un anno in cui troppo spesso ho dormito male, in cui il mio corpo mi ha dato segnali di stress e carico di tensione a me fino a lì sconosciuti…

E un anno soprattutto pieno di preoccupazioni per il futuro, mio e di persone che amo, di insicurezza dettata dal trovarsi in un territorio nuovo dove, abituato come sei ad avere sempre pieno controllo delle situazioni, ti senti all’improvviso come un bimbo indifeso…

Insomma è stato un lungo inverno, durato più di due anni e che ha visto, come in ogni inverno rigido che si rispetti, il freddo più pungente, i suoi “giorni della merla”, nella sua seconda parte!…

Ma in conclusione di questo anno vedo finalmente la neve sciogliersi! Le giornate stanno di nuovo diventando più lunghe, il sole più caldo e l’ambiente si sta risvegliando con i colori e i profumi della primavera che fanno capolino!…

La sensazione netta è che il peggio sia passato, che chiudendosi questo anno si chiude un ciclo importante e se ne riapre un altro, che ancora non so dove mi porterà, ma che sono certo sarà incredibilmente entusiasmante, intrigante e affascinante!
Di certo il 2018 porterà con sé la più grande sfida professionale e imprenditoriale della mia vita!

Nell’ultimo anno, infatti, si sono create le condizioni per una nuova e straordinariamente motivante opportunità, che chiederà a me in primis e a tutto quanto il mio team di fare un enorme salto di qualità per poterla davvero sfruttare nel migliore dei modi!!! Per qui, con i festeggiamenti del suo 25ennale, HRD chiude un ciclo meraviglioso e ne apre un altro che, ci auguriamo, segnerà i prossimi 25, facendoci entrare ancora di più nella storia del nostro mercato e, perché no, del nostro paese!

Insomma, si sente nell’aria odore di Primavera!!!

Una nuova energia si muove in me e si avverte in tutta la mia fantastica Squadra e all’orizzonte si vede splendere un sole luminoso!…

Ma nell’abbandonare con piacere questo inverno, ci sono due cose che voglio assolutamente fare:

la prima è non dimenticare i momenti comunque bellissimi che ci sono stati anche in questo periodo buio e tutte le cose speciali che ha portato con sé!… Spiego sempre ai miei corsi che è nei momenti difficili che i veri valori vengono a galla, in cui le famiglie si uniscono e in cui le persone si svelano per ciò che sono veramente… In cui lo stare insieme acquisisce un significato particolare e in cui le priorità vengono automaticamente riclassificate nel giusto ordine.

Infatti, per prima cosa, il 2017 mi ha regalato momenti indimenticabili con mio figlio, con il quale si sta creando un rapporto sempre più maturo, vero e profondo, nel quale siamo ancora capaci di giocare insieme come due ragazzini, così come di confrontarci in maniera sempre più adulta, franca e produttiva… Non potrei essere più orgoglioso del giovane uomo che sto vedendo crescere di fronte ai miei occhi, del meraviglioso essere umano che è, con il suo sincero interesse nei confronti degli altri, con la sua voglia di conoscere il mondo, ma soprattutto con la gioia, l’entusiasmo e l’energia positiva che è in grado di portare in ogni ambiente in cui si muove!…

Un’altra cosa che mi ha portato il 2017 è una squadra di collaboratori sempre più coesa e pronta all’enorme salto di qualità che ci aspetta! Se è vero che le difficoltà rivelano la vera essenza delle persone e ne forgiano il carattere, un anno così impegnativo come è stato per la maggior parte di loro li porta a essere davvero pronti per le nuove entusiasmano sfide che verranno e soprattutto dà a me la piena fiducia di essere circondato da persone di assoluto valore e spessore personale.

In particolare mi riferisco al gruppo dei Direttori delle Roberto Re Leadership School di tutta Italia che, alleggerito dalla dipartita di chi ormai da tempo non era più in sintonia con il resto della squadra, ha saputo rispondere in maniera straordinaria a tutta una serie di scossoni e sta dimostrando, soprattutto in queste ultime settimane, la sua coesione, il suo spirito di squadra e una unione di intenti che da tempo non si respirava lì dentro! In particolare li ringrazio per il supporto, la vicinanza, la comprensione, la stima e l’amicizia che mi hanno dimostrato standomi vicini durante il mio “inverno”, perdonandomi pure qualche momento in cui i miei comportamenti non sono stati esattamente in linea con la persona che sono e con il Leader che loro meritano di avere…

Oltre ai Direttori una menzione speciale va al Team che si è fatto carico della gestione di Gequity, la società quotata che abbiamo acquisito nei mesi scorsi e che ci traghetterà al traguardo della quotazione in Borsa: l’impegno e la dedizione in particolare di Irene, Lorenzo e Luis è andato ben oltre le più rosee aspettative e non posso che ritenermi fortunato di avere la possibilità di lavorare con professionisti di questo calibro!

A loro un grazie speciale, che però voglio estendere, come dicevo a tutto il Team in ogni suo singolo membro, dalle Sales Angels, al Team della sede di Milano, ai collaboratori Fly, ai Coach dell’Academy, senza dimenticare le “new entry” di quest’anno che hanno da subito portato un contributo incredibilmente importante, in particolare Viola & Niky e Lorenzo Gallinari, che sono diventati da subito protagonisti importanti nel nostro gruppo e dai quali ci aspettiamo grandissime cose nel 2018!

E poi l’anno che si chiude mi ha regalato straordinarie soddisfazioni professionali, tra cui:

  • circa 25.000 persone incontrate in lungo e in largo per l’Italia, soprattutto nell’interminabile Tour che quest’anno mi ha permesso di raccontare i nostri primi 25 anni, trasformandoli in una bellissima storia di ispirazione;
  • un’HRD ACADEMY che ha festeggiato quest’anno i suoi 20 anni di vita con una fantastica Reunion e che ha toccato livelli di qualità tali da posizionarsi al vertice della formazione Europea in quanto qualità del programma e di risultati in grado di generare tra i partecipanti;
  • la partenza del nuovo PLATINUM PROGRAM con al suo interno il fantastico Dubai Boot Camp, già svolto quest’anno in 3 edizioni;
  • la collana COACH DI TE STESSO, con i suoi 30 volumi in tutte le edicole d’Italia;
  • interventi di prestigio in importanti convention aziendali e, in particolare, lo straordinario corso per 300 Agenti di Polizia nella cornice unica al mondo del Salone dei Cinquecento del Palazzo della Signoria a Firenze;
  • ma soprattutto l’affetto, i sorrisi, gli abbracci, i ringraziamenti e gli attestati di stima delle oltre 2.000 persone di cui ho potuto essere Coach e con cui mi sono potuto interfacciare durante in nostri percorsi Fly e Academy! A loro va la mia più profonda gratitudine per la fiducia che mi hanno accordato e per l’impegno profuso nel lavorare con me che, a dir poco, li ho messi sotto torchio!!! 😉

Insomma, quando ci sono cose che non vanno tendiamo a focalizzare la nostra attenzione solo su quelle, trasformando facilmente un anno difficile in “uno schifosissimo anno di merda”. Io non voglio commettere questo errore: è stato un anno sicuramente impegnativo, ma un anno che ha comunque portato con sé soddisfazioni che la maggior parte della gente non vivrà in una vita intera!

Ricordarmi che ogni medaglia ha sempre un altro lato, mi permette di sentirmi fortunato a prescindere, di non permettere al “dolore” di cancellare tutto il bello che ho vissuto e di vedere anch’esso come uno strumento di crescita ed evoluzione, come in realtà è, permettendomi così, alla fine di tutto, di essere grato anche per quello, perché, se non ci fosse stato, probabilmente la mia vita sarebbe stata meno completa!…

La seconda cosa poi che voglio fare è “imparare tutte le lezioni possibili“!

Ogni volta che sbagliamo, che ci confrontiamo con momenti difficili, che ci troviamo nel buio, che viene fuori la parte peggiore di noi, una sola cosa alla fine è importante: ne facciamo buon uso? Oppure perdiamo la lezione?

Se è vero che “non è importante quel che ci succede, ma il significato che gli attribuiamo”, cosa possiamo imparare da tutto ciò?
Perché una volta che è passato, il passato è… passato!… Ma se ti permette di imparare qualcosa allora anche la peggiore esperienza della vita ha avuto un senso e invece che rimanere soltanto un ricordo doloroso, si trasforma in un’esperienza costruttiva, in un nuovo e solido pilastro su cui costruire qualcosa di nuovo!

Ciò che non ci uccide ci fortifica, si dice… Ma questo è vero solo se ne traiamo un insegnamento positivo e produttivo.
Io le mie lezioni le ho imparate, ve lo assicuro, ma queste me le tengo per me! 😉

So solo che, seppur ancora un po’ ammaccato, mi sento più solido, più forte e più maturo e soprattutto pronto ad affrontare il nuovo ciclo della mia vita che si è aperto e che, seppur non abbia minimamente idea di dove mi porterà, so che sarà entusiasmante e pieno di passione, amore, gioia, serenità, condivisione e divertimento, proprio come piace a me e come desidero che sia!

Ringrazio chi mi ha accompagnato fin qua: nella mia natura è impossibile smettere di amare chi ho amato e certe persone rimarranno nel mio cuore fino all’ultimo dei miei giorni e per loro ci sarò sempre e comunque in qualsiasi momento possa essere necessario.

E ringrazio in anticipo chi deciderà di esserci da adesso in poi! A questi ultimi una cosa sola mi sento di promettere:
ci divertiremo!!! 😉

Buon anno a tutti!

Con affetto,

Roberto.

Se il tuo “benessere” personale è uno degli obiettivi che hai per la tua vita, non puoi prescindere dall’avere cura del tuo corpo.

In questa “GOLDEN TALKS” parliamo di come creare la giusta mentalità per farlo!

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